Indirizzato a studenti delle Scuole Secondarie Superiori, delle Università e Scuole di Design, ai progettisti/designer under 35, ai lavoratori e ai titolari di imprese edili iscritte a CEMI, la terza edizione del concorso Build Our Safety ha per tema “WHAT WOMEN WEAR AT WORK” design – prevenzione/protezione – riciclo – sostenibilità ambientale. Si tratta senza dubbio di un argomento interessante e di grande attualità, tanto più oggi che anche il mondo safety guarda con attenzione all’estetica e al look dei DPI. L’obiettivo del concorso è, infatti, quello di  ideare e progettare indumenti e/o dispositivi posti a tutela delle lavoratrici edili e quindi in grado di rispondere alle esigenze di salvaguardia della salute e della sicurezza, comfort e vestibilità, ma anche design, sostenibilità e rispetto dell’ambiente, senza trascurare gusto e raffinatezza e in grado di esaltarne la femminilità. Questo perché il settore dell’edilizia è contraddistinto da una forte presenza maschile e, per quanto concerne le donne che vi operano, in genere si pensa alla segretaria, all’impiegata, alla progettista, ma in realtà  vi sono molte donne che svolgono mansioni che espongono a rischi e problematiche rilevanti e che richiedono le stesse tutele ed attenzioni che si hanno per gli uomini. Lanciato sul sito www.buildoursafety.it, il concorso prevede la proclamazione dei progetti vincenti nelle tre categorie il 12 aprile, progetti che resteranno poi in esposizione anche presso l'Istituto Carlo Bazzi di Milano, sede del museo della Sicurezza.Ricordiamo che il ‘Museo della Sicurezza – Senza pericolo!’ di Milano è un progetto permanente realizzato dall’Istituto Tecnico Industriale per Edili "Carlo Bazzi” in collaborazione con la Triennale di Milano, la cui originalità, oltre che nel tema, risiede nella collocazione. Si tratta, infatti, di un museo diffuso e che attraversa tutti gli spazi della sede dell’Istituto Carlo Bazzi nello storico edificio di via Cappuccio 2 a Milano. Comprese le aule destinate alla didattica e l’aula magna. In questo modo il museo offre  ai visitatori e agli studenti un approccio non convenzionale, né stantio, ai temi della sicurezza, e un importante contributo al tessuto civile ed economico milanese e lombardo.