In trincea durante tutta la pandemia. Con turni massacranti e a costante rischio per la propria incolumità. Abbiamo speso bene la parola “eroi” per definire tutto il personale sanitario, medici, infermieri, paramedici e operatori che a vario titolo si sono impegnati nella lotta al CRV con infaticabile abnegazione, lottando con tutti i mezzi disponibili per affrontare l'emergenza e salvare i contagiati. Osannati durante il primo lockdown, oggi sembrano essere usciti dalla narrazione dei media: noi invece vogliamo riportare l'attenzione su di loro a modo nostro, raccontando come il nostro settore da' il suo contributo alla loro attività, fornendo le calzature che indossano tutti i giorni.


Le calzature sanitarie/medicali si identificano per l'iconico colore bianco (ma si trovano anche in verde, azzurro, nero…). Quelle utilizzate da medici, infermieri e operatori sanitari devono essere autoclavabili, cioè sterilizzabili con alta pressione di vapore saturo (che elimina ogni microrganismo, patogeno e non, in fase vegetativa o di spora), e sono realizzate in materiale plastico. Per la calzatura professionale in ambito sanitario, fuori dai presidi medici, si utilizzano anche materiali come pelle e Eva. Igienizzazione e ricerca del confort sono aspetti primari per questo tipo di calzatura, per garantire sicurezza e benessere degli operatori che stanno in piedi tutto il giorno.

Stefano Pellizzari, amministratore delegato di Stemma, leader nella tecnologia di stampaggio del poliuretano, ci spiega i vantaggi dei diversi materiali plastici e l'ultima evoluzione nel campo dei macchinari: “Ci sono due grandi categorie di calzature sanitarie: autoclavabili, realizzate con materiali termoresistenti come TPU e TPR, che però sono pesanti, e PU, che ha il vantaggio di essere più leggero, è facile da produrre, è antistatico, ha una ottima resistenza allo scivolamento e non si deforma. Ci sono poi quelli non autoclavabili, come l'EVA che, rispetto agli altri materiali, ha il pregio di essere più leggero ma, per contro, non ha una grossa memoria elastica e quindi si deforma alla compressione. Non antistatico e non protegge dallo scivolamento, richiede una soletta per ovviare al problema, cosa che fa lievitare il costo del prodotto finale”. “Di recente in Stemma abbiamo sviluppato un innovativo macchinario per il clog in PU che utilizza un processo di stampaggio per spruzzatura che elimina gli errori in cui spesso incorre la tecnologia tradizionale. – aggiunge Stefano Pellizzari – Si chiama RPU Spray Tech: una buona risposta per un mercato sempre più esigente. Nata per il settore suole dell'alta moda, è attualmente impiegata da due aziende pilota, leader del settore calzature sanitarie per la produzione di clog. Siamo in una fase di introduzione del mercato, ma con questa evoluzione, si ha un macchinario più versatile, che aumenta la produttività, diminuisce il rapporto costi/efficienza. La vera partita su questo prodotto la si gioca assieme ai produttori di materiali (polimeri), con i quali siamo costantemente in contatto, per sviluppare soluzioni che aumentino la produttività e la qualità”.

Stefano Pellizzari


Tra i player del settore sanitario/medicale, Calzuro è rappresentante del made in Italy che si fa apprezzare nel mondo, tanto che la rivista New York Magazine l'ha definito “la migliore calzatura sanitaria del 2020”: qui a margine dell'articolo, trovate la nostra intervista esclusiva con Roberta Bidoia, titolare di Bihos Sas che produce le calzature del marchio. Tra i brand internazionali più noti troviamo Scholl, Birkenstock e Crocs, le cui calzature iconiche per il settore confort-fashion hanno anche applicazione sanitaria, e Oxypass, mentre a livello nazionale troviamo i brand Saniflex, Fly Flot, Reposa, solo per citarne alcuni. Ma anche la maggior parte dei più importanti produttori italiani di calzature antinfortunistiche si sono aperti al mercato della calzatura sanitaria, come Cofra, Exena, Sir Safety…

Principalmente, operano sul mercato tramite gare di appalto con ospedali, case di riposo e altre strutture sanitarie, poi ci sono i canali diretti, sia B2B che B2C, la vendita al brick&mortar e ecommerce, sia diretti che su piattaforme come Amazon e Ebay (dove però gli operatori comprano marchi che già conoscono, dopo averne verificato il confort). Per l'estero in genere, ci si affida a distributori.

Nell'anno della pandemia il settore – come molti altri, del resto – si è trovato ad affrontare la sfida causata dall'interruzione della catena di approvvigionamento che, da una parte, ha reso più difficile reperire materia prima, dall'altra, per chi produce all'estero (soprattutto in Cina), garantire la continuità messa alla prova dai lockdown nazionali.

Nonostante ciò, l'andamento del mercato non ha accusato grandi flessioni nel 2020: sul piano nazionale, i produttori ed i rivenditori di questa tipologia di prodotto non hanno tuttavia accusato gravi flessioni, nonostante le strutture ospedaliere nei bandi di appalto si siano maggiormente concentrare sulla richiesta di mascherine e respiratori. Anzi alcuni, forti di un prodotto di qualità, hanno incrementato le vendite sfruttando anche le maggiori performance del canale online, sia sul mercato nazionale che sui mercati esteri.

“Per effetto della pandemia, il nostro fatturato ha subito una flessione, ma contenuta. – dichiara Tarcisio Migliorati, Sales Manager di Fly Flot – La nostra calzatura che si rivolge al settore sanitario ma con prodotti non autoclavabili, si connota per l'estremo confort, una caratteristica che l'ha reso particolarmente appealing anche per l'uso domestico. Oltre ai nostri best seller, abbiamo introdotto sul mercato una linea con un innovativo materiale frutto della nostra costante ricerca: si tratta dello stretch adattivo, materiale che conferisce alla tomaia una grande elasticità. Con caratteristiche simili alla pelle, è lavabile, confortevole e resistente. Ed è espressione di quel made in Italy di qualità che caratterizza tutta la nostra produzione, oggi più orientata alla sostenibilità con la scelta di adottare poliuretani a base d'acqua, che impattano di meno sull'ambiente”.

Tarcisio Migliorati


Protezione e confort sono gli atout dell'offerta di Cofra per il settore (anche qui di calzature non autoclavabili): “Tra le nostre linee possiamo evidenziarne due: "Aderplus White" e "Sabot" che si caratterizzano per la leggerezza e la resistenza allo scivolamento (grazie a una leggerissima suola in poliuretano monodensità), principali requisiti richiesti dagli operatori del settore ospedaliero. – dichiara Domenico Esposito, responsabile commerciale dell'azienda – Per Aderplus White, i modelli più diffusi, Talos White O2 SRC FO (mocassino bianco senza puntale), Cadmo White S2 SRC (mocassino bianco con puntale) ed Enea White (scarpa allacciata bianca con puntale), hanno tomaia in Newtech, una minifibra realizzata in poliestere e rifinita in poliuretano, traspirante ed idrorepellente, dalla buona resistenza agli agenti chimici in caso di contatti brevi ed accidentali, proprietà che le rende preferibili a prodotti realizzati in pelle. I modelli Markus SB E A FO SRC e Richard OB E A FO SRC, rispettivamente con e senza puntale, della linea Sabot sono invece dotati di una tomaia in pelle molto traspirante e forata nella zona anteriore. La linea si completa con una serie di varianti che prevedono la punta non forata e/o l'uso di minifibre più resistenti a contatto con sostanza aggressive”.

Domenico Esposito


La ricerca sui nuovi materiali, soprattutto in ottica di confort e sostenibilità, saranno la chiave del futuro del settore, né certo Gino Sirci, presidente di Sir Safety che produce per il settore sanitario (e Horeca) sia clog in Eva che, soprattutto, calzature professionali con puntale e dispositivi di antiscivolo, con un giro di affari di circa 1 milione e mezzo di euro: “I polimeri con i quali sono prodotte le calzature sanitarie sono molto più defatiganti rispetto a quelli che si producevano 10-15 anni fa, ultimamente con l'Eva ci sono delle grandi possibilità. Nel prossimo futuro crediamo vengano introdotti nuovi materiali, anche se credo che l'Eva sarà ancora leader del mercato. La sostenibilità non è un discorso marginale per questa tipologia di scarpe: visto che non hanno grandi prestazioni meccaniche, non si sfibrano e quindi si prestano a soluzioni di riciclo. E' un tema importante. Credo molto in questo mondo e nel futuro la scarpa antinfortunistica sarà anche di moda, farà la stessa strada del jeans che, da capo di lavoro, è diventato indumento moda”.

Gino Sirci


Birkenstock, vocazione confort

Le calzature della linea Professional Birkenstock nascono dalla tradizione del brand tedesco e dalla sua vocazione al confort. Attente alle legislazioni nazionali ed europee in materia di sicurezza sul lavoro, si connotano anche per una pregevole estetica. La linea è stata rinnovata negli ultimi anni, ed è distribuita in esclusiva per l'Italia da NaturalLook Srl presso grandi aziende e rivenditori professionali. La vendita avviene attraverso i canali tradizionali (negozi di calzature classiche e sportive), canali professionali (rivenditori/grossisti di abbigliamento professionale e di antinfortunistica), vendita diretta a medie-grandi aziende; l’e-commerce è in crescita. L’incidenza sul giro d’affari è dell’85% dai canali tradizionali (rivenditori), il restante 15% per vendite ad aziende e-commerce.

I best seller sono: Super Birki (facile da infilare, resistente allo scivolamento, ad oli e grassi, impermeabile, plantare in sughero intercambiabile e lavabile a 30°, certificata EN ISO 20347:2012), il modello Kay (suola antiscivolo, resistente ad oli e grassi, intersuola EVA ammortizzante, cinturino regolabile sul tallone) e il Boston SL (intersuola in EVA ammortizzante), icona della Birkenstock adattato alle esigenze della calzatura da lavoro. Anche le calzature di sicurezza (modelli QS) e da lavoro (modelli QO) sono molto apprezzate.


Calzuro: una storia di qualità e passione per la calzatura sanitaria


New York Magazine l'ha definita “la migliore calzatura sanitaria del 2020”: Calzuro nasce da una azienda famigliare veneta che ha puntato tutto sulla qualità del prodotto e l'italianità. Ne parliamo con Roberta Bidioia, titolare di Bihos Sas per gli zoccoli sanitari di Calzuro.

Roberta BIdoia


L'attestato del New York Magazine è merito del fondatore Gianfranco Bidoia che, forte dell'esperienza del padre nel campo delle forniture ospedaliere, nel 1983 lancia sul mercato un prodotto che mancava in ambito sanitario, un clog in materiale plastico che fosse sterilizzabile in autoclave, anstistatico e estremamente confortevole per chi deve passare molte ore in piedi.

Signora Bidoia, da dove nasce il clog Calzuro?

“Mio padre conosceva uno stampista del nostro distretto montebellunese che lavorava per gli scarponi da sci, e con lui ha sviluppato uno stampo per materie plastiche per la calzatura sanitaria. E' partito da là. Poi ha trovato una azienda locale con la quale ha sviluppato un polimero termoplastico dalle ottime caratteristiche: alta resistenza alle temperature, stabilizzato in autoclave a 134°, ideale per la sala operatoria. Garantisce sterilizzazione rapida, igienizzazione che lo rende disponibile all'utilizzo in breve tempo. Da allora lavoriamo nel rispetto delle normativa relative ai Dpi sanitari, con materiali certificati. I nostri prodotti garantiscono elasticità, alta resistenza all'usura, sono morbidi. Produciamo anche in eva, che è un materiale più leggero, però non resiste alle alte temperature. Sono antistatici, grazie ad una sostanza che permette lo scarico di energia elettrostatica, una caratteristiche che in questo tipo di calzature non è scontata”.

Quali sono i vostri canali di vendita e i mercati?

“Dal punto di vista commerciale, lavoriamo su gare di appalto, con i fornitori ospedalieri, vendita diretta tramite distributori privativi, distributori esteri, agenti e rappresentanti per i negozi sanitari, farmacie, ortopedici. Abbiamo anche una divisione Horeca (hotel, restaurant e catering), serviamo estetica e benessere, imprese pulizie, asili, etc. professionisti che ricercano una calzatura comoda, lavabile e antiscivolo, anatomica e posturale (con massaggio plantare). Il canale online è importantissimo, nel 2008 abbiamo aperto il B2C calzuro.it per l'Italia e l'Europa: siamo stati tra i precursori nel nostro settore. Oltre a questo distribuiamo anche attraverso piattaforme come Amazon e Ebay, tramite gli ecommerce dei nostri clienti e distributori. Abbiamo anche un sito B2B per i nostri clienti.

Cerchiamo di adottare una politica commerciale corretta, con prezzi anche più alti di quelli che propongono i nostri clienti, per non fare concorrenza e far percepire ai consumatori che il nostro è un prodotto di qualità. Quanto ai mercati, la nostra produzione è diretta al 60% all'estero (Europa e Usa, ma non solo), l'online diretto e indiretto si ritaglia una quota del 10% del giro di affari, ci sono mercati come gli Usa che vendono in pratica quasi tutto online”.

Quanto conta la sostenibilità per Calzuro?

“Calzuro classic, il nostro prodotto di punta, non inquina se viene smaltito correttamente ed è riciclabile: in effetti quando nascono degli zoccoli difettosi, li rimaciniamo e li rimettiamo in produzione per le linee di colore nero”.

Come avete affrontato la pandemia?

“Abbiamo stralavorato nel 2020: abbiamo stretto accordi con i nostri fornitori con i quali collaboriamo strettamente – terzisti del distretto montebellunese e uno nelle Marche – e li abbiamo fatto lavorare senza interruzione nonostante l'emergenza sanitaria. Così siamo stati in grado di rifornire con urgenza gli ospedali che lavoravano in prima linea: all'ospedale di Codogno, durante la prima fase del lockdown abbiamo regalato zoccoli agli operatori, per offrire loro un sostegno morale e fisico. La sfida della pandemia si è presentata sul versante dei materiali: l'interruzione della catena di approvvigionamento ha diminuito la disponibilità, la Cina ha fatto incetta di materia prima, e di conseguenza sono anche aumentati i costi. Noi per fortuna siamo riusciti a garantire le nostre scorte e sempre con materia prima di elevata qualità e certificata”.

Quali sono le caratteristiche della calzatura Calzuro?

“Il prodotto è sviluppato in accordo con ortopedici e podologi, è sottoposto ad analisi chimiche e fisico-meccaniche, è certificato per offrire al cliente la garanzia della sicurezza, qualità, protezione e anche estetica grazie a linee dal design accurato e una gamma ampia di colori, personalizzabili su richiesta del cliente. Garantisce la postura, è autoclavabile, è così confortevole che si può indossare con la calza, ma si possono aggiungere anche i plantarini, è antiscivolo e antistatica. Realizzata con materiali non tossici che rispettano il regolamento Reach, certificati, è fatta per durare, anche fino a 5 anni. Qualità e estetica del prodotto Calzuro si traducono in una gamma che comprende: zoccolo classico in autoclave, light per la corsia in Eva, zoccolo in legno/pelle, ciabattina infradito, ciabatte autoclavabili, per passeggio, di sicurezza con puntale composito in Eva antistatico per il settore pulizia e magazzinieri con cinturino posteriore (è quello che usano anche i nostri magazzinieri): lo abbiamo testato direttamente e garantisce massimo antischiacciamento e antisfondamento”.

Qual è la sua visione per il futuro del settore?

“Mi auguro che dopo l'emergenza la gente abbia capito e acquisito consapevolezza sull'importanza di comperare italiano, per dare lavoro alle aziende e al personale italiano. Noi abbiamo retto l'urto della pandemia e speriamo che aziende virtuose come la nostra, che puntano al made in Italy, possano affermarsi sul mercato, che si generi la consapevolezza che, spendendo qualcosa in più, si ottiene un prodotto di qualità (non a caso spesso, dopo aver provato altri prodotti più economici, i clienti tornano da noi), con un interlocutore che si fa garante del suo prodotto. Questo fa parte del nostro dna: l'attenzione al cliente, ecco perché abbiamo un canale di comunicazione whatsapp che risponde alle esigenze dei consumatori, ed un canale aperto B2C per i nostri clienti e partner. Di questi tempi va di moda creare una relazione umana con il cliente, sia nello store fisico che online: noi questa cosa l'abbiamo fatta da sempre. Dietro a questo c'è il grande amore, la passione con cui facciamo il nostro lavoro”.

LInea Classic
LInea Classic
LInea Classic
LInea Classic
LInea Classic
Linea Classic
LInea Light
Linea Light
LInea Classic
LInea Classic
LInea Classic
LInea Pro Safety
LInea Pro Safety
Linea Aqua