Scrisse Einstein: “La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.”: questo è l’auspicio che ognuno di noi vorrebbe fare in una situazione come quella attuale che vede il mondo in balia dell’emergenza Covid-19, sotto la minaccia di continui limitazioni della libertà personale e possibili lock down che minano profondamente l’attività e il tessuto produttivo. Ma come ha risposto il settore del safety al nuovo stato di cose?

C’è chi, per la natura stessa del business, ha reagito alla nuova situazione già durante il periodo di lock down totale, come Carnevali, specializzata nella produzione di rinforzi auto e termo adesivi per calzatura, pelletteria e abbigliamento in pelle. “Abbiamo cercato di adoperarci nell'immediato per collaborare, anche nei momenti più bui di fermo totale, con aziende impegnate nella gestione della pandemia, fornendo tessuti non tessuti a scopo medicale e per la produzione di DPI. Questo ci ha permesso di garantire una continuità lavorativa e di affrontare l'incertezza con un po' di ottimismo” racconta Chiara Meddi, Responsabile Comunicazione di Luigi Carnevali. ”La situazione attuale è ancora permeata di incertezza, essendo l'andamento dell'economia difficile da prevedere: la ripresa c'è stata, ma è ancora molto lenta e cauta”.

Anche COIM, primaria azienda chimica, implementando tutte le normative necessarie per continuare la produzione, non ha mai chiuso. “Abbiamo colto la responsabilità sociale di tale azione facendo di tutto per andare incontro alle richieste dei clienti e non far mancare loro i prodotti interrompendo il ciclo produttivo” – afferma Francesco Macchi, Business Emea PU Footwear System di COIM.

 Le strategie adottate dalle aziende per far fronte all’incertezza dei mercati hanno portato in primo piano l’esigenza di flessibilità e l’importanza del servizio.

“Stiamo cercando di soddisfare le richieste di tutti i clienti in base a ciò di cui hanno bisogno giorno dopo giorno. L'attività si basa su flessibilità, tempi di consegna ridotti, disponibilità di piccole quantità. L'emergenza sanitaria ha creato anche nuove opportunità con nuovi clienti che si sono avvicinati a noi e nuovi prodotti che stiamo sviluppando. Abbiamo messo a punto un team ad hoc con un focus sullo sviluppo dei prodotti, stiamo testando nuovi tipi di materie prime per migliorare le prestazioni della gamma di prodotti esistente e per offrire nuove soluzioni” ci racconta Enrico Neri, Direttore Tecnico Texon, specializzata in materiali per calzature.

Giovanni Giuliano, Chief Marketing Officer & Strategic Development di Bicap, tra le realtà leader nella produzione di scarpe da lavoro, sottolinea invece l’importanza della vicinanza al cliente e del servizio, con un approccio customizzato: “Abbiamo rimodulato la nostra struttura di offerta dando maggiore spazio al servizio e ponendo al centro del nostro modello di business le esigenze dei nostri clienti. Pur parlando di una pandemia mondiale, le esigenze e le difficoltà variano da nazione a nazione, da cliente a cliente. Pertanto, per i clienti/partner B2B di una certa importanza e rilevanza, l’approccio al business sta diventando one2one, con le relative difficoltà e opportunità che scaturiscono dal confronto continuo”. “Va inoltre considerato che nel servizio è incluso anche un aggiornamento continuo di prodotto, soprattutto del segmento di offerta top di gamma, caratterizzato da una ricerca continua in termini di innovazione e tecnologia”.

 Il periodo che stiamo vivendo – con la maggiore attenzione per la salute, l’igiene e la sicurezza – ha anche influenzato le esigenze di acquisto e le richieste del consumatore, anche nell’ambito del safety. Ce lo conferma anche Chiara Meddi di Carnevali: “Sicuramente l'attenzione all'igiene e alla protezione individuale, per cercare di prevenire e limitare la trasmissione del virus e quindi la diffusione del contagio, è stato il “mantra” che ha accompagnato e accompagna il nostro vissuto quotidiano. La richiesta sempre più massiccia dei DPI quali camici, tute monouso, mascherine di protezione, ma anche calzature e abbigliamento safety, ha fatto impennare la domanda nel nostro settore di trame tecniche antibatteriche e di tessuti non tessuti filtranti. Questo trend è in aumento continuo, spinto dai tre principali settori di consumo – igienico, medicale, salviette. La capacità di spunbond, meltblown, spunlace e airlaid dovrebbe continuare a crescere e trovare maggiori efficienze grazie alla tecnologia. Non solo, ma il mercato delle materie prime incontrerà nuove opportunità e sfide dovute al cambiamento dei modelli di approvvigionamento, man mano che i produttori stessi guardano sempre più al proprio territorio, alla ricerca di un maggior numero di fornitori locali di fibre e prodotti chimici”.

Anche Enrico Neri, Direttore Tecnico di Texon, afferma che “Tutti i prodotti per la sicurezza devono rispettare le norme standard, quindi l'attenzione è sempre sulle prestazioni, ma stiamo anche lavorando molto per migliorare le caratteristiche antibatteriche generali”.

Chi invece, come Alba&N, produce calzature di sicurezza da oltre 25 anni, sottolinea la spinta su un trend già esistente, ma sempre più importante come quello del comfort. Come ci racconta Teuta Pistolja, CEO di Alba & N: “Con il lockdown il grande flusso lavorativo, a tratti frenetico e quasi insostenibile, ha lasciato il posto ad un ritmo più cadenzato e ha avviato delle inevitabili riflessioni. Ad esempio, tutti abbiamo compreso o ci siamo semplicemente ricordati dell’importanza che il lavoro ha nelle nostre vite. Chi poi è tornato al lavoro, è ormai fuori casa tutto il giorno, ha pochi ritagli di tempo libero e spesso prosegue gli impegni giornalieri, o semplicemente i momenti di vita sociale, senza neppure cambiare le scarpe del lavoro. Ne consegue che la calzatura di sicurezza diventa la scarpa che si indossa per la maggior parte del tempo della nostra giornata. Questa è stata la nostra constatazione e la spinta propulsiva a cercare nuove soluzioni che potessero elevare al massimo il comfort e l’estetica delle nostre calzature, senza mai tralasciare i requisiti di sicurezza. Il primo passo è stato quello di cercare nuovi modelli di sneakers, il tipo di calzature dal gusto sportivo preferite da donne e uomini. Quello immediatamente successivo è stato cercare di renderle comode e leggere.”.

Secondo Alba&N  “Il consumatore è oggi particolarmente attento al confort. Per questo abbiamo messo a punto la suola “Performer”, nel cui sviluppo si è cercato con successo di calibrare i requisiti di sicurezza (grip e resistenza) con un design sportivo, flessibilità, morbidezza e leggerezza. Nell’ottica di un maggiore benessere/salute, è stato anche messo a punto il sottopiede di ultima generazione “Elisa Memory”, con un rivestimento tessile o di cuoio, a contatto con il piede, abbinato a uno strato in memory foam ed infine a una base di poliuretano ergonomico e con cushion al tallone. Non si tratta solo di stabilizzare il piede e di assorbire i suoi impatti col suolo nel mentre si cammina, queste solette possono risultare ottime anche nei casi di piede pronato e di vari dolori ai piedi. Migliorando anche il modo in cui viene distribuita la pressione del corpo sulla pianta del piede, si possono persino prevenire calli e vesciche”. “Infine – prosegue  Teuta Pistoljaper chi ha problemi di natura ortopedica, abbiamo certificato alcune linee delle nostre calzature in conformità con la norma tedesca DGUV 112-191, che stabilisce le caratteristiche necessarie per mantenere la certificazione CE delle calzature di sicurezza anche nel caso di modifiche ortopediche dei plantari all’interno delle stesse.

Anche Giovanni Giuliano di Bicap sottolinea che “Sempre di più oggi, per essere vincente, un prodotto deve avere il giusto mix di caratteri quali la resilienza all’uso, garantire il giusto comfort al piede, essere esteticamente accattivante ed infine avere un equilibrato contenuto tecnico e innovativo”.

Secondo Macchi di COIM, tra le caratteristiche ritenute oggi più importanti in un articolo per la sicurezza vi sono tecnologia e design: “La nostra clientela si sta focalizzando su scarpe ad alto contenuto tecnologico, unite ad un peso leggero e ad una elevata resistenza nel tempo della suola in poliuretano, senza perdere le caratteristiche originali. C’è anche un crescente interesse nei confronti del design della calzatura”.

L’avvento del Covid-19 ha però anche mostrato l’attualità del cosiddetto ‘battito d’ali’,  l’interconnessione di ogni essere vivente e del suo modo di vivere con il tutto e la fragilità di questo nostro ecosistema. Da qui un’attenzione crescente verso la tematica ambientale, che già occupava le prime pagine dei giornali e gli incontri ai vertici internazionali.

Partendo dai materiali a monte, questa maggiore sensibilità verso la sostenibilità è stata raccolta anche dalla Luigi Carnevali, dove Chiara Meddi afferma: “Sicuramente ci siamo resi conto che la pandemia ha creato una rottura con il passato e ha generato una nuova era, definita da rapidi cambiamenti nelle norme culturali, nei valori della società e nei comportamenti. La risposta della Luigi Carnevali al cambiamento in atto è una politica aziendale più responsabile, con approvvigionamenti di materie prime sempre più mirati, tenendo conto delle nuove opportunità e sfide dovute al cambiamento. Inoltre, l’utilizzo di materiali sintetici dovrebbe aumentare man mano che le preoccupazioni riguardanti la sostenibilità, tema particolarmente sentito dai consumatori, si allineano più pragmaticamente con le priorità di salute e igiene, sebbene le implicazioni del ciclo di vita completo delle mascherine prodotte in serie debbano ancora essere avvertite e probabilmente costituiranno un problema nei prossimi mesi e anni”.

La tematica ambientale è al centro anche di chi, come Alba&N, opera nel prodotto finito. Afferma infatti Teuta Pistolja: “In alcuni casi, i materiali delle tomaie sono stati scelti seguendo una tendenza di grande importanza nel mondo attuale: l’attenzione all’ambiente. Consci delle crescenti ed impellenti problematiche ambientali, soprattutto di quelle legate allo smaltimento dei rifiuti, abbiamo sviluppato calzature di sicurezza e da lavoro con tomaie in TexPet, un materiale proveniente dal riciclo di bottiglie PET post-consumo”.

Un altro trend che l’avvento della pandemia e, soprattutto il lockdown, hanno accelerato è la digitalizzazione e l’incremento delle vendite online. Afferma Chiara Meddi di Carnevali: “Il Covid 19 ha accelerato il cambiamento dell’industria italiana verso la digitalizzazione, che da anni si sosteneva essere necessaria ma che finora era rimasta sullo sfondo. In tempo di lockdown, la nostra azienda come molte altre ha cercato di operarsi per sfruttare al meglio le tecnologie informatiche tramite lo smartworking, ma sarà necessaria senza dubbio anche una revisione profonda della filiera, per evitare in futuro interruzioni della produzione”. C’è poi l’aspetto dellaumento delle vendite online. “Siamo, infatti, entrati nella "nuova normalità". Durante il lockdown abbiamo assistito ad un cambiamento epocale. Nel giro di un mese è stato compiuto un balzo in avanti per quanto riguarda la digitalizzazione e la crescita esponenziale dell’e-commerce. Una buona fetta di consumatori, una volta provata l'esperienza, più comoda e semplice, dell'acquisto online, ha deciso di continuare ad usufruirne anche una volta terminate le restrizioni, anche se per i prodotti della sicurezza il discorso viene un po' “mitigato” dalla più sentita necessità di un'esperienza sensoriale e di un'interazione fisica con il prodotto, prima dell'acquisto. I punti vendita fisici, quindi, possono ancora essere in grande vantaggio, specialmente in caso di questo tipo di settore merceologico: i DPI sono prodotti con un'alta componente emozionale”.

Anche Giovanni Giuliano di Bicap conferma la spinta verso la digitalizzazione a tutti i livelli: “Anche nel mondo safety la vendita on-line continua a crescere a ritmi sostenuti. In futuro sarà sicuramente un importante canale di vendita che non andrà però a sostituire il punto vendita fisico, piuttosto andrà ad integrarlo, adeguando la vendita dei prodotti safety, alla  customer journey del consumatore finale che si sta sempre di più digitalizzato”.

Secondo Francesco Macchi di COIM, proprio l’online rappresenta una delle vere e grandi opportunità rivelate appieno dall’avvento della pandemia: “Le potenziali opportunità che vediamo in futuro, legate al mondo della calzatura, sono relative all’incremento delle vendite online. La sensazione attuale è che questa tipologia di vendita richieda un accorciamento della supply chain con una conseguente possibilità di short demand. Quindi potrebbe esserci una riallocazione delle produzioni che sono attualmente in Asia verso mercati più vicini (EMEA), al fine di poter soddisfare la veloce domanda del commercio online”.

Afferma anche Enrico Neri, di Texon “L'allontanamento sociale e i nuovi comportamenti dovuti all'emergenza Corona virus stanno decisamente spingendo i consumatori ad avvicinarsi a nuove modalità di acquisto. Le vendite online saranno una di queste e, forse, la più importante” .

 Infine, un ultimo aspetto che abbiamo affrontato, collegato anche allo sviluppo dell’online, riguarda le fiere di settore: quale ruolo avranno nel prossimo futuro?

“Il 2020 sarà ricordato come l’anno delle fiere annullate o rinviate a causa dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19, e alle restrizioni relative all’organizzazione di grandi eventi – afferma Chiara Meddi di Carnevali -.In questa contingenza, il digital marketing è una scelta obbligata, ma questo non significa affatto che l’epoca delle esposizioni fieristiche è finita. Partecipare a una fiera di settore ha un valore che va oltre il mero ritorno economico. Essere presenti tra gli espositori è un’attività che supporta la brand awareness per un’azienda, e che consente di incrementare la propria rete di contatti. Ciò che veramente conta, in qualunque investimento sul marketing, sia esso “virtuale” o fatto tramite un'esibizione in fiera, è la scelta equilibrata di canali che portino profitto all’azienda, analizzando costi/benefici in maniera strategica e secondo i propri obiettivi specifici, nei tempi giusti. Come spesso accade nella vita, anche nel marketing, la bussola per una scelta efficace sta nel mezzo e nell’integrazione armoniosa di più canali, individuati tra quelli più efficienti per raggiungere gli specifici obiettivi aziendali.

Secondo Enrico Neri, di Texon “Ci vorrà molto tempo prima che le fiere tornino ad essere un luogo fisico di incontri, ma potranno mantenere il loro ruolo di punto di incontro per fornitori e clienti se riusciranno a gestire con efficacia le piattaforme digitali, come le fiere virtuali, e saranno in grado di connettere gli attori della filiera del mercato per condividere continuamente le informazioni”.

Afferma ancora Giovanni Giuliano di Bicap: ”Le fiere continueranno ad avere un ruolo importante nel piano di marketing di qualsiasi azienda. Rappresentano il principale momento di contatto fisico tra l’azienda e il cliente, in cui viene finalizzato l’intero lavoro svolto a distanza. Durante le fiere si riescono maggiormente a trasmettere tutti quei valori umani che caratterizzano un’azienda e la sua storia, valori che alla fine portano i clienti a privilegiare un “fornitore partner”  rispetto ad un semplice “fornitore””. 

C’è anche chi auspica nuove modalità ibride per gli appuntamenti fieristici: Potrebbe essere interessante incrementare sempre più un mix di presenza fisica e virtuale” afferma Francesco Macchi di COIM.

Chiara Meddi – Carnevali
Enrico Neri – Texon
Francesco Macchi – Coim
Giovanni Giuliano – Bicap
Teuta Pistolja and Alba&n Team